BiancoAmore OSTUNI - the sky, the sea, the love -

Ostuni, la Città Bianca del Salento, tra vicoli stretti e spiagge bianche
Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca.
Rinomata meta turistica Ostuni vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine e abitazioni imbiancate con la calce in un dedalo che ricorda una casbah araba. Una passeggiata nella città vecchia, detta la “terra” per distinguerla dalla più recente “marina”, regala scorci pittoreschi tra vicoli, ripide scalinate, corti e piazzette su cui si affacciano case bianche impreziosite da gerani, botteghe artigiane, ristoranti tipici e negozietti.
Ostuni ("Stùnë" in dialetto ostunese) è un comune italiano di 31.197 abitanti che si trova nella provincia di Brindisi a più di 200 metri sul livello del mare, sulle ultime propaggini del territorio della Murgia.
Questo candido gioiello della Puglia costituisce uno dei luoghi più famosi del Salento insieme a Santa Maria di Leuca, Otranto e Taranto.
Ostuni sorge su tre colli ad un'altezza di 218 metri s.l.m.
È situato a 8 km dalla costa adriatica. La Murgia, sulle cui propaggini sud orientali si trova la città, è una zona carsica costituita essenzialmente da calcari cretacei. È perciò una zona piuttosto arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame", letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e dalle pareti ripide. Altra caratteristica geologica del territorio sono le "gravine", dei burroni carsici.
Rinomato il centro turistico, dal 1994 al 2018 ha ricevuto la bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti. Nel 2005, inoltre, la regione Puglia ha riconosciuto il comune come "località turistica".
«Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v'è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti […] A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. […] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole […] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c'è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c'è l'equatore a portata di mano.» (Ettore Della Giovanna)
Le attività economiche più importanti sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie", ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese che nella marina, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi proprietari terrieri.

Perché Ostuni è chiamata Città Bianca?
Ostuni, come è facile immaginare, deve il suo nome Città Bianca al colore di gran parte delle abitazioni della città, soprattutto del centro storico. In realtà il motivo per cui è stato scelto il candido colore bianco non è poetico come osservare da lontano questa piccola perla del Salento. Infatti, in passato la città di Ostuni è stata più volte colpita dalla peste e ricoprire i muri con la calce permetteva di igienizzare la zona e renderla asettica.
Cosa vedere a Ostuni
Il centro storico
Il centro storico di Ostuni, definito dai suoi abitanti “La Terra“, un tempo era completamente dipinto con calce bianca, che oggi è rimasta solo in parte. Le case si arrampicano sui fianchi scoscesi di un colle e il borgo è caratterizzato da un groviglio di stradine tortuose, un susseguirsi di piazzette, vicoli e corti. La parte inferiore del borgo è circondato dall’antica cinta muraria in cui si incastonano le uniche due entrate della città rimaste integre: Porta Nova e Porta San Demetrio.
Sulla sommità del colle si ergono la quattrocentesca Cattedrale di Ostuni con il suo grande rosone a 24 raggi, il Palazzo Vescovile e il vecchio Seminario.
Si adagia nel centro storico di Ostuni, la bella Cattedrale quattrocentesca di architettura romanica e gotica, intitolata a Santa Maria dell’Assunzione, monumento nazionale dal 1902, che si erge sulla sommità del colle più alto della città bianca.
Ristrutturata nel tardo Quattrocento, dopo un forte terremoto, la Cattedrale si presenta con la maestosa facciata a tre portali, sormontati da tre rosoni, tra cui quello centrale, trionfo della simbologia medievale, con 24 raggi formati da colonnine e archi e al centro la figura di Cristo, circondato dagli apostoli e da sette teste di cherubini, con in mano la terra in segno di protezione.
A croce latina, l'interno della chiesa si articola in tre navate separate da arcate di 5 colonne. La navata centrale presenta tre bellissime tele settecentesche, con scene della vita di Gesù, incastonate nel soffitto, e affascinanti tele dedicate al patrono Sant'Oronzo e al martirio di San Biagio.
Da non perdere è la Cavalcata di Sant'Oronzo, il 26 agosto, in cui cavalli e cavalieri bardati in costume sfilano per il centro storico.
Giace sotto la chiesa più antica di Ostuni, la bella cripta del Santuario di Santa Maria della Nova, luogo di culto basiliano.
Risale all’anno Mille la grotta, di origine carsica, scavata all’interno di una lama e dedicata a Santa Maria della Nova, sulla quale si erge l’omonimo santuario, considerato l’edificio religioso più antico di Ostuni, sorto nel 1560. Si accede alla cripta attraverso due porte presenti ai lati dell’altare della chiesa superiore. Lunga circa 35 metri, la cripta è tra le più antiche chiese rupestri, utilizzata dai monaci basiliani fino al Seicento, quando fu poi adibita a lazzaretto. La forte sacralità del luogo di culto è rafforzata dagli affreschi, conservati in ottimo stato, della Deesis, della Crocifissione, della Vergine Bizantina e della Madonna del Latte. Ogni anno, la prima e la seconda domenica dopo Pasqua, si attua il tradizionale pellegrinaggio al santuario, durante il quale i fedeli recano omaggio alla Madonna della Buona Novella.

Il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale
Lungo via Cattedrale, vicino alla chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, c’è il monastero delle Carmelitane. In questa struttura storica sorge il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale che conserva il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa e ritrovata in una grotta vicino a Ostuni nel 1991, oltre a testimonianze di culti e divinità femminili dal Paleolitico all’età cristiana. Situato all'interno del Palazzo dell'Episcopio, custodisce il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni.
Il Museo Diocesano di Ostuni, situato al piano terra dell’antico Palazzo dell’Episcopio, accanto alla Cattedrale, conserva ed espone il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni, che racchiude testimonianze e capolavori di valenza internazionale, come la collezione archeologica di epoca messapica (sec. VII-II a.C.), l’ostensorio architettonico in argento del Seicento, i paramenti liturgici settecenteschi, il rarissimo Cristo anatomico in cera della fine del secolo XVII – inizio del XVIII con un’apertura sull’addome che consente di contemplarne le interiora, i dipinti databili tra Cinquecento e Ottocento, la statua della Madonna ‘viva’ della fine del Seicento e le pergamene di epoca medievale (1163). Al termine del percorso è possibile visitare l’incantevole Giardino dei Vescovi, che sorge nella parte più alta della città di Ostuni.
Per rendere la visita un’esperienza piacevole, istruttiva e culturalmente stimolante, lungo tutto il percorso si trovano apposite didascalie in italiano e inglese, da ascoltare anche sul proprio smartphone, che spiegano in modo chiaro e semplice le opere esposte; apposite didascalie sono dedicate ai bambini, che in compagnia della mascotte del Museo, l’angelo Ronzino, possono apprendere divertendosi.
Obiettivo principale del Museo è di porre al centro il visitatore, adulto, giovane o bambino, per risvegliare attraverso un approccio esperienziale innovativo e multidisciplinare la sua curiosità e alimentare la sua ‘fame’ di cultura.

MONUMENTI E LUOGHI DI INTERESSE:
Architetture religiose
• La Basilica Minore di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137. Il rosone della chiesa è il secondo più grande d'Europa.
• Il Monastero delle Carmelitane, del Settecento, a cui è annessa la chiesa di San Vito martire in barocco leccese (nota anche come Santa Maria Maddalena), del 1750-1752, dalla fastosa facciata curvilinea con fastigio spezzato, ricco finestrone centrale e cupola a mattonelle policrome. All'interno notevoli il pulpito ligneo del ‘600, il monumento funebre di Cono Luchino Del Verme (1747) e i sontuosi altari barocchi di Francesco Morgese (1763), le cui tele, opera di Domenico Lettieri (1760) sono conservate nell'adiacente Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.
• La Chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano, eretta nel 1423; dell'originaria costruzione conserva nella facciata l'architrave del portale e il soprarco ogivale scolpito, e una finestra ornata nell'abside.
• La Chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell’Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe;
• La Chiesa dello Spirito Santo (1637) ha un bel portale rinascimentale con bassorilievi attribuibili al XV secolo, di gusto ancora tardogotico: nella lunetta, Dormitio Virginis; nel timpano, Incoronazione di Maria e Annunciazione. All'interno, Madonna col Bambino e i santi Elisabetta, Anna e Gioacchino, dipinto di Fra Giacomo da San Vito;
• La Chiesa di Santa Maria della Stella prima si chiamava Santa Maria della Porticella, perché vi si trovava una piccola porta di età angioina di accesso alla città. La facciata ha un portale sormontato dalla statua della Madonna della Stella. All'interno c'è un altare in legno, e nella nicchia troneggia la statua della Madonna della Stella;

Nella parte moderna dell'abitato si trovano
• La Chiesa dei Cappuccini (o Santa Maria degli Angeli) del 1585, nella quale si conserva una bella tela di scuola napoletana del ‘600;
• La Chiesa dell'Annunziata, eretta nel 1196 e trasformata in stile barocco dai frati Riformati nel 1668; nell'interno, da notare una cappella della navata d. con crociera affrescata nel XVI secolo (Dottori della Chiesa); coro ligneo cinquecentesco con pannelli a bassorilievo (Annunciazione e i Santi Francesco e Antonio). La Deposizione di Paolo Veronese (1570), trafugata nell'ottobre del 1975, è stata recuperata nel marzo del 1977; l’Annunciazione dell'altare maggiore è di fra Giacomo da San Vito; la Natività di Maria è attribuita a Corrado Giaquinto. In sagrestia Ultima Cena di Barnaba Zizzi.
• La "Chiesa della Madonna del Pozzo" situata nella zona del circuito, dove ogni sabato viene instaurato il mercato cittadino. Chiesa Moderna ed essenziale nelle forme.
• La "Chiesa di San Luigi Gonzaga", situata nel pieno centro della parte moderna della città, in via Carlo Alberto, è una delle parrocchie più grandi di Ostuni, coprendo gran parte della zona moderna.

In collocazione più periferica
• La Chiesa di Santa Maria la Nova, a km 1.5 in direzione di Carovigno, a sinistra della strada, eretta nel 1561, con portale ogivale, un occhio e coronamento ad archetti, sorge all'ingresso d'una grotta naturale, con tracce d'affreschi del XII-XV secolo (Cristo, la Vergine, San Giovanni Battista);
• Il Santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del ‘600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa;
• La Chiesetta di San Biagio in Rialbo, del XII secolo, presso la Masseria Pizzicucco, di difficilissimo accesso, con una grotta naturale (tracce di affreschi bizantineggianti).

Architetture civili
• Villa Nazareth: costruita nel 1957 da Don Raffaele Pomes, inizialmente per ritrovo sociale, poi modificato in edificio medico psicopedagogico, per dare la possibilità a bambini disagiati, che avevano problemi familiari o scolastici e che comunque avevano comportamenti deviati. È stata luogo di vari incendi, l'ultimo dei quali ha leso il solaio del corridoio del primo piano il 4 febbraio 2009. Nel 2012 è stata acquistata da un privato, tutt'oggi è una struttura socio assistenziale per anziani.
• Conceria del Tabacco: costruito negli anni venti del Novecento, era un edificio di rilevante importanza poiché ospitava tutto il tabacco necessario alla creazione di sigarette per la popolazione. All'interno si nota la presenza del montacarichi, utile per trasportare le merci da un piano all'altro. Verso la metà degli anni sessanta la figlia di un impiegato resta accidentalmente schiacciata dal montacarichi. Da quel momento l'edificio è stato abbandonato.
• Le Mura Aragonesi che cingono la città vecchia: visibili per lunghi tratti, sono rafforzate da torrioni circolari. A est si apre la porta di San Demetrio (XV secolo), sul lato ovest Porta Nova (XV secolo).
Il borgo antico offre molti aspetti pittoreschi dovuti alla eccezionale conservazione delle caratteristiche costruttive del luogo e delle peculiarità urbanistiche. Si incontrano alcuni esempi di dimore signorili:
• Il Barocco Palazzo Ducale Zevallos;
• Il Palazzo Siccoda (1575) in via Cattedrale 35;
• Nella piazzetta della Cattedrale si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati con vivo effetto pittorico dall’Arco Scoppa;
• Nel Vico Castello, scarsi avanzi del Castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all'episcopio.
• Nel Borgo Antico, i Palazzi nobiliari delle famiglie degli Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli, degli Zaccaria.
Talvolta spiccano solo gli interessanti portali barocchi scolpiti nella tenera pietra locale e inseriti con gusto nel bianco delle pareti:
• Il Portale di Palazzo Falgheri (XVI secolo) in via A. Giovine 27;
• I Portali del Palazzo Ghionda-Pomes e della Casa Molendino in via F. Bax 5-7;
• Il Portale Rococò del Palazzo Bisantizzi in via A. Petrarolo 34-36.
Il monumento simbolo di Ostuni è la Guglia di Sant'Oronzo, alta m 20.75, di Giuseppe Greco (1771), dall'esuberante decorazione barocca: a mezz'altezza le statue dei Santi Biagio, Irene, Gaetano e Lucia.

Masserie
Il territorio è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della zona:
• La Masseria Santa Caterina, sulla strada statale 16 Adriatica in direzione Carovigno, dall'aspetto di un fortilizio con alta torre ottagonale (XVI-XIX secolo);
• La Fortificata Masseria Lo Spagnulo (dal proprietario il feudatario Saverio Lopez y Royo), sulla strada statale 16 Adriatica in direzione di Fasano e poi all'interno, con un corpo centrale dall'aspetto di un fortilizio (all'interno bello scalone settecentesco di accesso all'edificio principale del 1680) e torre di avvistamento di impostazione medievale.
• La Masseria Carestia (1754-1777) con interessanti elementi architettonici e decorazioni scultoree originali;
• La Masseria Ottava, costituita da una torre fortificata del XVI secolo, che ha anche nelle sue pertinenze una chiesetta medievale di fondazione angioina (XIV secolo) con interessante portale decorato con motivi a zig-zag.
• La Masseria Cappuccini, costituita da un gruppo di trulli, del (XVII secolo) con interessante aia risalente al XVII secolo.
• La Masseria Ferri, costituita da un gruppo di trulli a cono, del (XVIII secolo) con interessante chiesa medioevale e decorazioni scultoree originali.
• La Masseria Tolla.

Siti archeologici
• Il Dolmen di Montalbano (detto erroneamente di Cisternino, e noto localmente come Tavola dei Paladini), è in contrada "occhio piccolo", presso l'abitato di Montalbano di Fasano; è di grandi proporzioni (altezza 145 cm; lastrone di copertura 200x300 cm circa), danneggiato in tempi recenti con la distruzione del dromos.
• Il Parco Archeologico e Naturalistico di Santa Maria D'Agnano presenta i resti di un insediamento messapico, raggiungibile dalla strada statale 16 Adriatica Ostuni-Fasano. Conserva la grotta-santuario rilevante per il ritrovamento della delle ossa della "gestante di Ostuni", giovane donna partoriente di 25 000 anni fa, attualmente custodita nel Museo.
• La Torre San Leonardo, torre di avvistamento antisaracena, è in località Pilone;
• Il Castello di Villanova sorge presso il mare, ove si apre un porticciolo. Villanova venne fondata nel 1277 da Carlo I d'Angiò sul luogo dove, verso la fine del XII secolo, Tancredi conte di Lecce aveva costruito la città di Petrolla, presto scomparsa a causa delle incursioni.

Ostuni, the White City of Salento, among narrow alleys and white beaches
Ostuni, the White City, is picturesque and waiting to be discovered.
Popular tourist destination Ostuni boasts a wonderful medieval village, full of narrow streets and dwellings whitewashed with lime in a maze that resembles an Arab casbah. A walk in the old city, called the "land" to distinguish it from the more recent "marina", offers picturesque views between alleys, steep stairways, courtyards and small squares overlooked by white houses embellished with geraniums, craft shops, typical restaurants and small shops.
Ostuni ("Stùnë" in Ostuni dialect) is an Italian town of 31,197 inhabitants which is located in the province of Brindisi more than 200 meters above sea level, on the last offshoots of the Murgia territory.
This candid jewel of Puglia is one of the most famous places of Salento together with Santa Maria di Leuca, Otranto and Taranto.
Ostuni rises on three hills at a height of 218 meters s.l.m.
It is located 8 km from the Adriatic coast. The Murgia, on which the south eastern foothills there is the city, is a karst area consisting essentially of cretaceous limestone. It is therefore a rather dry area with no watercourses: in their place the so-called "blades", torrential beds of a seasonal nature, with shallow furrows and steep walls. Another geological feature of the area is the "gravine", a karst ravine.
Renowned the tourist center, from 1994 to 2018 received the Blue flag and the five sails of Legambiente for the cleaning of the waters of its coast and for the quality of the services offered. Moreover, in 2005 the Puglia region recognized the town as a "tourist resort".
"Ostuni is the panoramic city par excellence, every house is a belvedere, every trattoria is in the Bellavista, at every window there is a poet who looks into the plain below the olive trees that can color all winds [...] In Ostuni the houses they are white, with milk and lime, they are white to the point of hurting the eyes, the walls are white, the windows, the doors, the stairs, everything is unbelievably white. [...] In Ostuni you go to understand what it means to stay away from the sun [...] not to want more novels, to stop thinking about distant journeys, here is the charm of all the cities of the South Seas, here there is the equator at hand. "(Ettore Della Giovanna)
The most important economic activities are tourism and agriculture (especially olive trees and vines). Important and numerous are the presence of structures called "masserie", that is ancient fortified farms present both in the Ostuni forest and in the marina, where the agricultural activity of the large landowners took place.

Why is Ostuni called the White City?
Ostuni, as it is easy to imagine, owes its name Città Bianca to the color of most of the houses in the city, especially in the historic center. In reality the reason why the white color was chosen is not as poetic as observing from a distance this little pearl of Salento. In fact, in the past the city of Ostuni was repeatedly hit by the plague and covering the walls with lime allowed to sanitize the area and make it aseptic.
What to see in Ostuni
The historic center
The historic center of Ostuni, defined by its inhabitants as "La Terra", was once completely painted with white lime, which today has remained only in part. The houses climb the steep sides of a hill and the village is characterized by a tangle of winding streets, a succession of small squares, alleys and courtyards. The lower part of the village is surrounded by the ancient city walls in which the only two entrances of the city are embedded: Porta Nova and Porta San Demetrio.
On the top of the hill rise the fifteenth-century Cathedral of Ostuni with its large 24-ray rose window, the Bishop's Palace and the old Seminary.
It lies in the historic center of Ostuni, the beautiful fifteenth-century Cathedral of Romanesque and Gothic architecture, dedicated to Santa Maria dell'Assunzione, a national monument since 1902, which stands on the top of the highest hill in the white city.
Renovated in the late fifteenth century, after a strong earthquake, the Cathedral has the majestic façade with three portals, surmounted by three rose windows, including the central one, a triumph of medieval symbolism, with 24 rays formed by columns and arches and in the center the figure of Christ, surrounded by the apostles and seven heads of cherubs, holding the earth in a sign of protection.
A Latin cross, the interior of the church is divided into three naves separated by arches of 5 columns. The central nave has three beautiful eighteenth-century paintings, with scenes from the life of Jesus, set in the ceiling, and fascinating paintings dedicated to the patron Saint Oronzo and the martyrdom of San Biagio.
Not to be missed is the Cavalcata di Sant'Oronzo, on August 26th, in which horses and knights harnessed in costume parade through the historic center.
It lies under the oldest church of Os tuni, the beautiful crypt of the Sanctuary of Santa Maria della Nova, a place of Basilian worship.
It dates back to the year 1000, the cave, of karstic origin, excavated inside a blade and dedicated to Santa Maria della Nova, on which stands the homonymous sanctuary, considered the oldest religious building in Ostuni, built in 1560. Access to the crypt is through two doors on the sides of the altar of the upper church. Approximately 35 meters long, the crypt is among the most ancient rupestrian churches, used by the Basilian monks until the seventeenth century, when it was later used as a lazaretto. The strong sacredness of the place of worship is reinforced by the frescoes, preserved in excellent condition, of the Deesis, of the Crucifixion, of the Byzantine Virgin and of the Madonna del Latte. Every year, the first and second Sunday after Easter, the traditional pilgrimage to the sanctuary takes place, during which the faithful pay homage to the Madonna of the Good News.

The Museum of Preclassic Civilizations of the Southern Murgia
Along via Cattedrale, near the baroque church of Santa Maria Maddalena, there is the Carmelite monastery. In this historical structure stands the Museum of Preclassic Civilizations of the Southern Murgia which preserves the cast of Delia, a pregnant woman who lived 25,000 years ago and was found in a cave near Ostuni in 1991, as well as evidence of cults and female divinities from the Paleolithic to the Christian age. Located inside the Episcopio Palace, it preserves the historical and artistic heritage of the Church of Ostuni.
The Diocesan Museum of Ostuni, located on the ground floor of the ancient Palazzo dell'Episcopio, next to the Cathedral, preserves and exhibits the historical and artistic heritage of the Church of Ostuni, which contains testimonies and masterpieces of international significance, such as the archaeological collection of the era messapica (VII-II century BC), the seventeenth-century silver architectural monstrance, the eighteenth-century liturgical vestments, the very rare wax anatomical Christ from the end of the XVIIth - beginning of the XVIII with an opening on the abdomen that allows contemplating the innards, the paintings dating from the sixteenth and nineteenth centuries, the statue of the 'living' Madonna of the late seventeenth century and the medieval parchments (1163). At the end of the path it is possible to visit the enchanting Giardino dei Vescovi, which rises in the highest part of the city of Ostuni.
To make the visit a pleasant, instructive and culturally stimulating experience, along the way there are special captions in Italian and English, to be heard on your smartphone, which clearly and simply explain the works on display; special captions are dedicated to children, who can learn while having fun with the Museum mascot, the angel Ronzino.
The main objective of the Museum is to put the visitor at the center, adult, young or child, to reawaken his curiosity and nurture his 'hunger' of culture through an innovative and multidisciplinary experiential approach.

MONUMENTS AND PLACES OF INTEREST:
Religious architecture
• The Minor Basilica of Ostuni, located at the top of the highest hill, was begun in 1435 and completed between 1470 and 1495. It has a beautiful, characteristic facade of late Gothic forms, divided into three by pilasters. The central part ends with a tympanum formed by two inflected arches, the wings with two half lunettes; tympanum and lunettes have a beautiful Gothic crowning, which extends to the sides and around the transept, of trilobic arches with a serrated profile on sculpted shelves. The façade is opened by three elegant ogival portals (in the lunette of the middle one, a bas-relief depicting the Madonna with Child in glory) each surmounted by a rose, of which the central one with 24 beams, very remarkable for its size and richness of carvings. Other beautiful roses are in the headboards of the transept. The interior, a Latin cross with three naves on columns, is rebuilt in airy and solemn eighteenth-century forms, with a painted flat ceiling and beautiful baroque chapels (near the entrance, column of the primitive construction). At the end of the left aisle is a wooden altar from 1734 with busts of saints Oronzo, Biagio and Agostino. In the apse choir in richly carved walnut (seventeenth century). In the right aisle the tomb of Bishop Filo (1720) and in the last chapel there was a Madonna with Child and Saints, by Jacopo Palma il Giovane (stolen). The Chapter Archive has over 200 parchments since 1137. The rose window of the church is the second largest in Europe.
• The Carmelite Monastery of the eighteenth century, to which is annexed the church of San Vito martyr in Lecce Baroque (also known as Santa Maria Maddalena), from 1750-1752, with the sumptuous curvilinear façade with broken pediment, rich central window and dome polychrome tiles. Inside there are remarkable wooden pulpits from the '600, the funeral monument of Cono Luchino Del Verme (1747) and the sumptuous Baroque altars of Frances co Morgese (1763), whose paintings by Domenico Lettieri (1760) are preserved in the adjacent Museum of Preclassic Civilizations of the Southern Murgia.
• The Church of San Giacomo di Compostela or of the Saints Cosma and Damiano, built in 1423; of the original building preserves in the façade the architrave of the portal and the sculpted ogival arch, and an ornate window in the apse.
• The Church of San Francesco d'Assisi, of medieval foundation, but with a facade from 1882: in the eighteenth-century interior it preserves the Mosè painting that breaks the tables of the law (school of Luca Giordano), the wooden statues of the Immaculate Conception. Giacomo Colombo (1719) and of Sant'Agostino (XVIII century) and the bust of St. Joseph with the Child Jesus (Neapolitan school of the seventeenth century) and of St. Joseph;
• The Church of the Holy Spirit (1637) has a beautiful Renaissance portal with bas-reliefs attributable to the 15th century, still in late Gothic style: in the lunette, Dormitio Virginis; in the tympanum, the Coronation of Mary and the Annunciation. Inside, Madonna with Child and Saints Elisabetta, Anna and Gioacchino, painting by Fra Giacomo from San Vito;
• The Church of Santa Maria della Stella was formerly called Santa Maria della Porticella, because there was a small gate of Angevin age for access to the city. The facade has a portal surmounted by the statue of the Madonna della Stella. Inside there is a wooden altar, and in the niche stands the statue of the Madonna della Stella;

In the modern part of the town they are found
• The Church of the Capuchins (or Santa Maria degli Angeli) of 1585, in which is preserved a beautiful painting of the Neapolitan school of the '600;
• The Church of the Annunciation, erected in 1196 and transformed into Baroque style by the Reformed friars in 1668; inside, note a chapel in the nave d. with a 16th century frescoed cruise (Doctors of the Church); sixteenth-century wooden choir with bas-relief panels (Annunciation and the Saints Francesco and Antonio). The Deposition by Paolo Veronese (1570), stolen in October 1975, was recovered in March 1977; the Annunciation of the high altar is by Fra Giacomo from San Vito; the Nativity of Mary is attributed to Corrado Giaquinto. In the sacristy Last Supper by Barnaba Zizzi.
• The "Church of the Madonna del Pozzo" located in the area of the circuit, where every Saturday the city market is established. Modern Church and essential in forms.
• The "Church of San Luigi Gonzaga", located in the heart of the modern part of the city, in Via Carlo Alberto, is one of the largest parishes in Ostuni, covering much of the modern area.

In a more peripheral location
• The Church of Santa Maria la Nova, 1.5 km in the direction of Carovigno, to the left of the road, built in 1561, with an ogival portal, an eye and crowning with small arches, stands at the entrance of a natural cave, with traces of 'XII-XV century frescoes (Christ, the Virgin, Saint John the Baptist);
• The Sanctuary of Sant'Oronzo, located in a basin between two spurs of the Murge, was erected in the second half of the '600 in front of a cave where the Saint would have found refuge. To the left of the church, go up a staircase to an intermittent source considered miraculous;
• The Chiesetta di San Biagio in Rialbo, from the 12th century, at the Masseria Pizzicucco, of very difficult access, with a natural cave (traces of Byzantine frescoes).

Civil architectures
• Villa Nazareth: built in 1957 by Don Raffaele Pomes, initially for social gathering, then modified into a medical psycho-pedagogical building, to give the possibility to disadvantaged children, who had family or school problems and who in any case had deviant behavior. It was the site of various fires, the last of which damaged the floor of the corridor on the first floor on 4 February 2009. In 2012 it was purchased by a private individual, still today it is a social welfare structure for the elderly.
• Conceria del Tabacco: built in the 1920s, it was a building of considerable importance as it housed all the tobacco necessary for the creation of cigarettes for the population. Inside there is the presence of the elevator, useful for transporting goods from one floor to another. In the mid-sixties, an employee's daughter was accidentally crushed by the elevator. From that moment the building was abandoned.
• The Aragonese Walls that surround the old city: visible for long stretches, they are reinforced by circular towers. To the east opens the door of San Demetrio (XV century), on the west side Porta Nova (XV century).
The ancient village offers many picturesque aspects due to the exceptional conservation of the constructive characteristics of the place and the urban peculiarities. Here are some examples of stately homes:
• The Baroque Palazzo Ducale Zevallos;
• The Siccoda Palace (1575) in via Cattedrale 35;
• In the little square of the Cathedral the eighteenth century buildings of the Palazzo Ve scovile and the old Seminary, connected with vivid pictorial effect by the Arco Scoppa;
• In the Vico Castello, poor remains of the Castle, erected in 1148 by Goffredo III, count of Lecce and Ostuni, and demolished in 1559 to make room for the episcopate.
• In the Ancient Village, the noble palaces of the Aurisicchio, Ayroldi, Bisantizzi, Falghieri, Ghionda, Giovine, Jurleo, Palmieri, Petrarolo, Siccoda, Urselli and Zaccaria families.
Sometimes only the interesting Baroque portals carved in the soft local stone and tastefully inserted into the white walls stand out:
• The Portal of Palazzo Falgheri (XVI century) in via A. Giovine 27;
• Portals of Palazzo Ghionda-Pomes and Casa Molendino in via F. Bax 5-7;
• The Rococo Portal of Palazzo Bisantizzi in via A. Petrarolo 34-36.
The symbolic monument of Ostuni is the Spire of Sant'Oronzo, 20.75 m high, by Giuseppe Greco (1771), with an exuberant Baroque decoration: in mid-height the statues of Saints Biagio, Irene, Gaetano and Lucia.

farms
The territory is dotted with numerous farms, some of historical-architectural importance and fundamental for understanding the social and productive structures of the area:
• The Masseria Santa Caterina, on the main road 16 Adriatica towards Carovigno, looking like a fort with a high octagonal tower (XVI-XIX century);
• The Fortified Masseria Lo Spagnulo (from the owner the feudatory Saverio Lopez y Royo), on the Adriatic highway 16 in the direction of Fasano and then inside, with a central body looking like a fort (inside beautiful eighteenth-century staircase of access to the main building of 1680) and a medieval lookout tower.
• The Masseria Carestia (1754-1777) with interesting architectural elements and original sculptural decorations;
• The Masseria Ottava, consisting of a fortified 16th century tower, which also has a medieval church of Angevin origin (XIV century) with an interesting portal decorated with zigzag motifs.
• The Masseria Cappuccini, consisting of a group of trulli, from the 17th century with an interesting hay dating back to the 17th century.
• The Masseria Ferri, consisting of a group of cone-shaped trulli, from the 18th century with an interesting medieval church and original sculptural decorations.
• The Masseria Tolla.

Archaeological sites
• The Dolmen of Montalbano (mistakenly called Cisternino, and known locally as Tavola dei Paladini), is in the "small eye" district, near the town of Montalbano di Fasano; it is of great proportions (height 145 cm; covering slab 200x300 cm approximately), damaged in recent times with the destruction of the dromos.
• The Archaeological and Naturalistic Park of Santa Maria D'Agnano presents the remains of a Messapian settlement, reachable from the Adriatic road 16 Adriatica Ostuni-Fasano. It preserves the cave-sanctuary, which is relevant for the discovery of the bones of the "gestante di Ostuni", a young woman giving birth to 25 000 years ago, currently kept in the Museum.
• The Torre San Leonardo, a watchtower, is in the Pilone area;
• The Castle of Villanova rises near the sea, where a small port opens up. Villanova was founded in 1277 by Charles I of Anjou on the site where, towards the end of the 12th century, Tancredi count of Lecce had built the city of Petrolla, which soon disappeared due to raids.

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